I medici di Piacenza “Integrazione necessaria tra terapie tradizionali e non convenzionali”

una legge per le discipline bio-naturali

Comunicato stampa a firma dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza

Il Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza conferma il proprio impegno per favorire la conoscenza, il dialogo ed il rispetto reciproco fra i medici che esercitano la medicina tradizionale o scientifica ed i medici e gli operatori sanitari che praticano le medicine non convenzionali o complementari.

Un impegno, nel solco della discussione avviata in ambito provinciale con il Convegno “Le Medicine Non Convenzionali” dello scorso marzo, a cui faranno seguito iniziative concrete: il consiglio, nella riunione del 21 aprile 2015, ha infatti deliberato di organizzare incontri divulgativi aperti al pubblico e di aprire una “Camera medica delle Medicine non convenzionali” all’interno della quale discutere con i medici e gli operatori sanitari che praticano le Medicine non convenzionali delle più corrette ed opportune modalità di dialogo e integrazione con la medicina tradizionale. Il Consiglio Direttivo, richiamando i principi espressi dal Comitato nazionale per la Bioetica nei documenti “Scopi, limiti e rischi della medicina” del 14 dicembre 2001 e “Le Medicine Alternative e il problema del consenso informato” del 18 marzo 2005, considera doveroso dedicare attenzione ad un fenomeno che riguarda milioni di persone e per il quale vi sono numerose testimonianze a riscontro degli effetti positivi, ma che ancora non ha una adeguata legittimazione da parte delle istituzioni pubbliche preposte al settore sanitario e si basa su principi che la scienza biomedica non è in grado di verificare nella loro fondatezza.

I progressi della medicina sono dovuti alla Medicina scientifica e sono stati conseguiti mediante sperimentazioni sistematiche, attuate secondo protocolli rigorosi, metodologicamente corrette. E’ bioeticamente e deontologicamente doveroso che anche le medicine alternative siano sottoposte ad analoghe regole e controlli; non si diventa scienziati attraverso la vox populi, bensì attraverso forme di riconoscimento istituzionale che l’epoca moderna ha giuridicizzato, dando alle scuole mediche uno statuto pubblico e legale a tutela della salute pubblica. Gli Ordini dei medici hanno il dovere di informare i cittadini non solo sulla pericolosità di ogni automedicazione e di ogni ricorso ad esercenti abusivi della medicina, ma anche sulla validità, sui limiti e sui rischi che porta inevitabilmente con sé qualsiasi pratica –“scientifica” o “alternativa”- che si prefigga finalità diagnostiche e terapeutiche.

Ogni singolo medico ha la libertà e la responsabilità di cura, ma tale libertà deve necessariamente esercitarsi nella prospettiva fondamentale della tutela della salute del malato; è quindi doveroso informare l’opinione pubblica che la medicina praticata in modo prevalente nel mondo è la moderna medicina scientifica, che non può e non deve essere sostituita da pratiche mediche non convenzionali nel caso di situazioni morbose sicuramente gravi, per le quali esistono rimedi conosciuti ed efficaci. Nelle malattie croniche o nelle patologie meno gravi, specie di origine psicosomatica, il ricorso a pratiche mediche non convenzionali può invece essere proposto ed attuato e le numerose testimonianze di beneficio ne confermano la utilità e la scarsa frequenza di effetti collaterali.

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Posted in Archivio Notizia 2015 | Leave a comment

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