Naturopatia, Discipline Bio-Naturali e la Nuova Legge sulle Professioni Non Regolamentate

La nuova legge sulle Professioni Non Regolamentate, la Legge numero 4 del 14 Gennaio di quest’anno, per quanto attiene al mondo delle discipline bio-naturali non solo NON rappresenta un traguardo per la naturopatia in italia ma aumenta la divisione tra due mondi : quello delle discipline bio-naturali e quello della medicina ufficiale. Nel senso che non conferisce valore alla coesistenza delle conoscenze di cura e vengo a spiegarlo.

I punti di debolezza della Nuova Legge sono presto evidenziabili :

1)    esclude l’integrazione dei sistemi di cura proposti dai Naturopati e dagli Operatori delle Discipline Bio-Naturali con quelli del Sistema Sanitario Nazionale ponendosi lontano dallo spirito di collaborazione con la classe medica, che la proposta di Legge di cui sono promotore sta portando avanti da anni e che prevede la creazione di un TERZO POLO oltre a quelli già esistenti (sanitario ed estetico) e non considerando oltremodo quello che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a tal proposito ha scritto : “Gli operatori della salute non medici devono essere considerati una risorsa sostenibile e di valore per tutti i paesi del mondo e l’utilizzo di questi operatori nel sistema primario della cura, in stretta collaborazione con gli operatori della medicina convenzionale, contribuisce ad ottenere sistemi di salute più pratici, efficaci, e culturalmente accettabili. Beneficiare del meglio della medicina non convenzionale e di quella convenzionale e di una collaborazione efficiente e fattiva tra i due campi, è un diritto irrinunciabile del cittadino e della comunità”.

 

2)    Si rivolge a centinaia di professioni (seguendo la logica dell’inclusione di ogni professione non regolamentata), che pur nella loro importanza e valore non considerano l’uomo e la donna nella loro completa espressione fisica, mentale e Spirituale come accade per la Naturopatia e le Discipline Bio-Naturali. Le necessità di un informatico, di un tributarista, di un amministratore di condomini o di un animatore turistico, tanto per fare alcuni esempi dell’eterogeneità di cui stiamo parlando, non possono essere le stesse di un Naturopata o di un Operatore delle Discipline Bio-Naturali.

 

3)    Utilizza e persegue logiche prettamente commerciali, senza considerare il differente rapporto umano esistente negli ambiti di cura e salute nei quali opera il Naturopata e l’operatore delle Discipline Bio-Naturali, ed in particolare ci riferiamo a termini citati in ogni passaggio della Legge come, ad esempio, la “libera circolazione delle merci”, il “codice del commercio”, le “pratiche commerciali”, il ricorso al “garante della concorrenza”, i “marchi di qualità” …

 

4)    Pone le basi di una continua concorrenza tra le associazioni (mascherata da competizione virtuosa, ben applicabile a merci e beni ma non a chi si rivolge alla salute delle persone) che ci si augura non si costituiranno con il solo scopo di ottenere la certificazione del maggior numero di iscritti e/o la bramosia di gestire il conseguente business delle formazione continua, mettendo da parte lo spirito di collaborazione che conviene a chi dovrebbe avere come interesse la salute dell’uomo e non il proprio profitto economico o un ruolo di prestigio.

 

5)    Pare non prevedere percorsi formativi identici, presupponendo la coesistenza di differenti realtà associative certificatrici, il cui operato, seguendo le regole di mercato sarà valutato quasi esclusivamente dal cliente fruitore del servizio ; realtà che saranno “unite” unicamente tramite le norme UNI (ente italiano di unificazione) nel momento stesso del deposito di una norma tecnica relativa a quella professione, norma che tuttavia non sarà vincolante, visto che non obbliga il professionista ad attenersi alle regole di settore. Potranno così continuare a praticare ed insegnare Persone che operano con poca integrità. Senza considerare poi che verrà istituito un differente elenco delle associazioni certificatrici che creerà non poche difficoltà di interpretazione da parte dei cittadini ; vi saranno infatti, associazioni che potranno rilasciare gli attestati di qualità e quegli enti riconosciuti a includere professionisti di determinati settori, ma che non avranno ricevuto il benestare dal Ministero per il rilascio del bollino di qualità ai propri iscritti.

 

6)    Parla di responsabilità del legale rappresentante dell’associazione certificatrice nei confronti del professionista certificato, che associandosi riceverà il marchio di qualità, ma non definisce come valutare i percorsi formativi che hanno portato ad essere insegnanti e/o certificatori coloro che oggi si eleveranno a giudici per certificare.

 

7)    Pone sullo stesso piano quelle professioni il cui codice di condotta può arrecare danni solo materiali e quelle il cui operato interessa le persone e la loro salute.

 

8)    Privilegia solo grandi realtà associative di certificazione che possono permettersi di avere almeno tre sedi nel territorio nazionale, essendo questa una condizione vincolante.

 

9)   Per il settore delle Discipline Bio-Naturali non è chiaro quali saranno le discipline che potranno essere riconosciute. E’ stato dedotto, ad esempio da “Il Sole 24 ore”, visto che riguarda tutte le professioni non regolamentate, un elenco sommario di quelle che ci riguardano più da vicino. Viene da chiedersi quindi : “in nome della libertà tutte saranno certificabili ?” … ed inoltre : “Come e da chi verrà valutata la serietà di una disciplina che se improvvisata, o non controllata potrebbe arrecare dei danni alla salute delle persone ?” … e ancora : ” Chi supervisionerà le associazioni di certificazione del nostro settore avrà davvero le competenze per farlo e con quali garanzie ?”

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Evidenziati i limiti parliamo ora delle “barriere” che con questa Legge vengono alzate per confinare gli operatori delle discipline bio-naturali in territori che non siano quelli sanitari.

E’ un dato di fatto che prima di questo cambiamento non vi era alcun riconoscimento per i naturopati e gli operatori delle discipline bio-naturali in italia ed è altrettanto vero che le campagne portate avanti per proteggere i cittadini dalle cure naturali annoveravano tra le indicazioni :  “mai iniziare una terapia non convenzionale o naturale senza aver prima consultato il proprio medico.”  Questo sarebbe anche condivisibile se il medico conoscesse le medicine olistiche ma di fatto è stato solo un monito del genitore-stato che dice al figlio-medico di non parlare con gli sconosciuti-operatori delle discipline bionaturali.

Ebbene, la prossima campagna nazionale in materia di cure naturali, come previsto da questa Legge, che affida alle associazioni di categoria di legittimare il buon operato dei suoi associati sarà la seguente : “mai affidarsi ad un naturopata non certificato”.

Per proprietà transitiva le associazioni di categoria si sostituiscono come garanti in materia di salute, alla classe medica.

Dico questo perché anche se vediamo nel Naturopata una professione non medica, è comunque una figura complementare che si occupa della salute, o di educazione alla salute, primary care e promozione della salute attraverso metodiche non invasive per il riequilibrio della persona.

In un recente documento dell’OMS si parla del Naturopata come di una professione sanitaria che enfatizza la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi e modalità che incoraggiano il processo di autoguarigione. Una professione non medica, distinta da quest’ultima, in quanto il Naturopata non fa diagnosi nosologica, né cura le malattie, atti di pertinenza medica ma pur sempre una figura che è in stretta collaborazione con il medico, secondo una idea di Medicina Integrata che vede come primo obiettivo il benessere dell’utente.

E qui nasce un’antitesi su cui occorre riflettere.

La Legge approvata affida alle associazioni di categoria, come già evidenziato prima al punto 9), di occuparsi della salute dei cittadini senza chiarire in alcun modo quali siano le discipline bio-naturali che verranno riconosciute, come e da chi verrà valutata la serietà di una disciplina che se improvvisata, o non controllata potrebbe arrecare dei danni alla salute delle persone  e tutto questo per giunta, senza prevedere poi chi supervisionerà le associazioni di certificazione stesse, per verificare se avranno davvero le competenze per svolgere il loro compito e con quali garanzie.

Si aggiunga che questa legge dice di offrire un riconoscimento (per lo scrivente non è da considerarsi assolutamente tale) alla professione del naturopata e dell’operatore delle discipline bio-naturali ma non ha previsto nulla per informare di questo cambiamento la classe medica e ogni cittadino.

Il medico di base, non consapevole, così come i detrattori continueranno a portare avanti le loro credenze :

-      Occorre proteggere la classe medica, il rischio è che la gente si avvalga delle discipline bio-naturali come attività mediche, e che ci si affidi a queste discipline al posto delle prestazioni sanitarie;

-      Non è possibile un approccio non scientifico per la ricerca del benessere dell’uomo;

-      Le pratiche naturali rischiano di danneggiare anche gravemente la salute della persona ;

-      Le “energie” non dimostrabili scientificamente non esistono ;

-      Le cure naturali sono solo un placebo poiché non dimostrabili dal metodo scientifico ;

-      I maghi e gli stregoni del benessere desiderano “sconfinare” nel settore sanitario per profitto e come risultato allontano le persone dalle vere cure, quelle mediche.

Esiste un nuovo professionista che opera nel campo della salute, ma la classe medica non deve avere alcuna interazione. Il dialogo non è autorizzato.

Per lo Stato la Legge sulle Professioni Non regolamentate assolve il suo compito :

  1. Accontentare chi desidera disciplinare il settore
  2. Contenere gli “avventurieri” da cui difendere la popolazione
  3. Fare emergere il lavoro sommerso
  4. Garantire una certificazione per gli operatori di settore

Dimenticandosi che :

  1. Se non sono previsti percorsi formativi identici ( limite evidenziato al punto 5) ) non è possibile migliorare la professionalità degli operatori.
  2. Senza chiarezza non è possibile essere professionali. Nessuna definizione ufficiale è stata data dallo Stato italiano su chi sia e di cosa si occupi il naturopata e l’operatore delle discipline bio-naturali. Vi ricordo che vi sono differenze notevoli tra tutte le proposte di legge giunte in parlamento in questi ultimi anni.
  3. Non è corretto porre sullo stesso piano quelle professioni il cui codice di condotta può arrecare danni solo materiali e quelle il cui operato interessa le persone e la loro salute.
  4. Una regolamentazione senza limiti favorisce anche le discipline bio-naturali improvvisate ed il cui agire è lontano dall’integrità che stiamo cercando con la nostra proposta di legge.
  5. Sarebbe corretto informare le persone non ancora consapevoli che esiste una evoluzione all’approccio medico scientifico. In biologia e medicina molte leggi sono di tipo probabilistico e non possono più essere espresse con una formula matematica. Tali tesi sono avvalorate dalle nuove scoperte della fisica quantistica (il principio della non località, il principio di incertezza di Heisenberg che rompe la logica di causa ed effetto, l’obiettività marcata, la immaterialità degli oggetti solidi, l’epifenomenalismo …); il tutto per dimostrare che la validità scientifica, intesa nel suo senso classico, cessa di esistere. Studi in corso forniranno dati per riscontri clinici, completeranno le conoscenze ed integreranno le informazioni disponibili sull’efficacia delle DISCIPLINE BIO-NATURALI stesse.
  6. Ci siamo liberati della visione meccanicistica per cui l’universo umano è fatto di parti separate tra di loro, confondendo il meccanismo della malattia con la causa della malattia e per questo curandone solo i sintomi, e che la moderna scienza si muove nella stessa direzione già iniziata dalla psiconeuroimmunologia, nel tentativo di dare la giusta importanza ai fattori psichici ed emotivi come prima causa della malattia, per arrivare a comprendere l’unità di “corpomentespirito” come una sola parola, come un tutt’uno. Da questo si evince l’assoluta importanza di una nuova era di studi osservazionali, come metodo elettivo per la valutazione delle DISCIPLINE BIO-NATURALI.
  7. Una persona informata diventa una persona competente ed il suo agire consapevole diventa un notevole risparmio della spesa pubblica erogata nel sanitario.

 

Alcuni esperti di statistiche dicono che affinché una nuova idea diventi parte di uno schema preesistente, il 75% della popolazione deve averne sentito parlare in modo che il 25% possa accettarla in modo consapevole.

La scienza di questi ultimi anni sta mutando la visione scientifica del mondo. Ogni epoca ha cosi’ seguito il suo viaggio di elezione, e per quello che riguarda la medicina e l’uomo si e’ soffermata talvolta sul corpo, talvolta sulla mente e talvolta sullo spirito.

La medicina della 1° era o delle proprieta’ materiali dello spazio-tempo era centrata sulla funzionalita’ degli organi e sui farmaci. L’aspetto mentale non era considerato. La medicina della 2° era o dell’effetto placebo e del pensiero positivo si accorge della mente ma la vede ancora limitata al corpo. La mente per la prima volta viene utilizzata per la guarigione. Appartengono a questa era la psico-endocrino-immunologia, l’ipnosi e le visualizzazioni creative. La medicina della 3° era, la nostra, o medicina non locale, chiamata medicina dell’eternita’ vede la mente senza limiti. Accadono guarigioni a distanza. Si utilizzano le preghiere per intercessione, i mantra, i suoni. Si comprende l’importanza delle onde del cervello. Non vi e’ più divisione, ma una rete perfetta di relazioni. Siamo un tutt’Uno. Corpomentespirito ! OGNI ESSERE QUANTICO PUO’ AGIRE PROVOCANDO LA SINCRONICITA’ O SUBENDO LA SINCRONICITA’ ! Quello che vi chiedo oggi e’ di agire insieme, ancora una volta, per provocare la sincronicita’. Non agire significa confermare le nostre false credenze, affermare che questa proposta di legge e’ solo l’ennesimo tentativo che non serve a nulla. Significa attribuire la responsabilita’ al di fuori di noi e attendere che l’Universo provochi tutte quelle prove ed effetti che confermino queste credenze. Io credo, mai come ora che l’uomo e’ in grado di comprendere l’unita’ di corpo, mente e spirito, come una sola parola, per la fisica quantica definite come unita’ di coscienza. Laddove la parola unita’ (intesa come tutto organico) si fonde con la parola sacralita’. E’ nel riconoscimento del sacro in ogni cosa dalla piu’ piccola cellula al Pianeta che acquisisce il giusto valore la parola Olismo e medicina olistica. Una profonda GRATITUDINE ! Ebbene, sono a proporvi nell’adesso di costruire un ponte tra le nostre vite che ci permetta di provocare la sincronicita’ e non di subirla.

Concludo riportando un caso emblematico su come ci si “muova” in italia. Quello di Trento. Nonostante sia stata appena approvata la  legge sulle professioni non regolamentate, il Consiglio provinciale di Trento ha sentito la necessità di approvare il 16 aprile 2013, a larga maggioranza, il disegno di legge “Norme in materia di discipline bionaturali” con l’obiettivo di tutelare le persone dagli “stregoni” del benessere che offrono prestazioni rischiando di danneggiare la salute degli utenti.

Come si integreranno le Leggi regionali e quelle provinciali con le disposizioni che verranno prese dalle Associazioni di Categorie previste dalla Nuova Legge sulle Professioni Non Regolamentate ? Anche questo non mi risulta previsto …

( fonte notizia Trento : http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/articoli/art_documento_campi.it.asp?pagetype=camp&app=art&carica_var_session=1&suffix=_campi&type=testo&blank=Y&ar_id=265725&ZID=765040 )

Da anni le leggi regionali cercano di fare passi in avanti,  mentre lo stato non si è mai pronunciato in materia.  In Europa già molti Stati hanno delle leggi che affiancano e integrano la medicina olistica con quella tradizionale, avendone riconosciuta la validità ai fini della conservazione e del ritrovamento del benessere psico-fisico.

Non è più il tempo di essere gli ultimi !

Ecco perché invito tutti a sostenere la proposta di Legge sulle Discipline Bio-Naturali proposta sul sito : http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/

UNA PROPOSTA DI LEGGE CHE :

-      E’ di iniziativa Popolare.

-      E’ Apartitica.

-      Offra a tutti la possibilità di contribuire alla stesura del testo.

-      Non escluda a priori una disciplina rispetto ad un’altra.

-      Preveda la creazione di un TERZO POLO (da intendersi come “Terza Visione della Realtà” senza alcun riferimento politico), oltre a quello sanitario e a quello estetico, valorizzando l’operatore delle discipline bio-naturali a prescindere dalla sua appartenenza alla classe medica.

-      Consideri l’uomo e la donna nella loro completa espressione : fisica, mentale e spirituale.

-      Definisca percorsi formativi comuni che possano offrire all’operatore delle discipline bio-naturali una valida preparazione in ambiti di competenza chiari e ben definiti.

-      Non si ponga contro la Medicina Ufficiale, non quindi uno spirito di offesa, bensì di valorizzazione di tutti i percorsi, dove le conoscenze di cura coesistono, sostenendo la libertà di scelta terapeutica.

Luce al cammino,

Emanuel Celano

http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/

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Provincia di Trento : approvato disegno di legge “Norme in materia di discipline bio-naturali”

Il Consiglio provinciale ha approvato nel pomeriggio a larga maggioranza il disegno di legge “Norme in materia di discipline bionaturali” proposto da Roberto Bombarda (Verdi), che unifica tre dispositivi presentati in materia da Pino Morandini del PdL, Mario Casna del Gruppo misto e Margherita Cogo del Pd, da cui il testo è per questo sottoscritto. Hanno votato astenuto i consiglieri Leonardi e Delladio del Pdl, Penasa (Lega) e Sembenotti (Civica). Contrario Giuseppe Filippin (Gruppo misto).

Tenuto conto competenza statale in questo campo, il provvedimento introduce un Tavolo provinciale delle discipline bionaturali e un elenco dei soggetti che offrono formazione nel settore. L’obiettivo è soprattutto quello di tutelare le persone dagli “stregoni” del benessere che offrono prestazioni rischiando di danneggiare la salute degli utenti.

 

L’ordine del giorno Bombarda per l’elenco «ricognitivo» degli operatori.

 

L’assemblea legislativa ha anche dato il via libera a un ordine del giorno proposto da Roberto Bombarda anche con le firme di Morandini, Casna e Cogo: il testo impegna la Giunta a insediare – entro 6 mesi dal voto sulla legge – il tavolo provinciale delle discipline bionaturali e a verificare con la Camera di commercio la fattibilità di elenchi ricognitivi degli operatori nelle diverse discipline di questo genere.

 

Le dichiarazioni di voto.

 

Penasa (Lega) ha motivato il voto di astensione perché questa proposta non è incisiva e rischia invece di generare contenziosi, perché si tratta di norme di competenza allo Stato.

Dominici (Patt) ha annunciato il voto positivo del suo gruppo. Il testo pone un freno alla liberalizzazione indiscriminata del settore regolamentando professioni che sfuggono a controlli perché non esistono parametri di valutazione. “Già è molto – ha detto – se siamo arrivati a questi due obiettivi: un Tavolo per disciplinare il settore; e il contenimento degli avventurieri da cui difendere la popolazione.

Casna (Gruppo misto) ha ribadito che noi non facciamo un albo di guaritori, perché questa è esclusiva competenza dello Stato, ma un elenco di formatori, perché questa sì è prerogativa della Provincia. Su questo aspetto non c’è alcun timore di ricorsi.

Civettini (Lega) ha annunciato il voto favorevole della Lega. “Abbiamo cercato – ha detto – di incanalare questo testo nel verso giusto. Anche se questa normativa non è una priorità, fa però emergere un lavoro sommerso stimolando anche lo Stato a disciplinare la materia.

Per Morandini (PdL) con questo testo unificato “siamo andati con i piedi di piombo”, consapevoli dell’esclusiva competenza dello Stato sugli ordini professionali e gli albi. Considero assolutamente fugata la preoccupazione che lo Stato impugni la normativa, e voto convintamente questa proposta di legge che garantisce gli utenti delle discipline bionaturali e degli operatori seriamente impegnati in questo settore.

Filippin (Gruppo misto) ha annunciato il proprio voto contrario a una legge depauperata da ogni contenuto, “perché qui si prendono in giro i cittadini”.

Pur preannunciando la propria astensione, Sembenotti (Civica) ha giudicato questo disegno di legge – che “scopiazza la normativa della Regione Lombardia” – “senza capo né coda” e annacquato.

Ingiusto – ha protestato Cogo (Pd) – distruggere un testo di legge solo perché non lo si condivide. “Quantomeno noi proviamo a regolamentare il settore pur nei limiti delle nostre competenze difendendo e migliorando la professionalità degli operatori e tutelando gli utenti”.

 

Il dibattito precedente.

 

Certificare gli operatori.

Per Margherita Cogo (Pd) nel comparto delle discipline bionaturali esiste in Italia una sorta di Far West. Il Parlamento non ha legiferato come è accaduto invece in alcune regioni. Questo testo assicura una preparazione professionale e una sorta di certificazione degli operatori del settore. Non potendo redigere un albo degli operatori delle discipline bionaturali, perché la competenza è dello Stato, la Provincia promuove la formazione degli operatori e punta a definire standard di qualità che abilitino all’esercizio delle pratiche bionaturali, perché vi sia un mercato affidabile cui le persone possano rivolgersi.

 

Non è medicina.

Secondo Claudio Eccher (Civica) queste metodiche sono spesso viste come una vera e propria pratica medica. Il pericolo è che ci si affidi a queste discipline al posto delle prestazioni sanitarie. Se quindi è giusto fare ordine nella materia, il rischio è che la gente si avvalga delle discipline bionaturali come attività mediche. I danni in questo caso sono superiori dei benefici.

 

Togliere spazi ai ciarlatani.

Positivo il giudizio di Claudio Civettini (Lega): con questa legge si porta alla luce un mondo sommerso e si promuovono importanti opportunità di lavoro. Certo, le discipline bionaturali offrono un approccio non scientifico alla ricerca del benessere. Si tratta allora, con questa normativa, di ridurre gli spazi ai ciarlatani favorendo un corretto utilizzo di queste discipline.

 

Penasa: lo Stato impugnerà il testo.

Franca Penasa (Lega) ha spiegato di non aver firmato il disegno di legge “perché le nuove norme della Provincia saranno impugnate dallo Stato che ha competenza in questo settore. “Intervenire è necessario – ha riconosciuto Penasa -, il problema è lo strumento, che non è adatto”.

 

Naturale non significa innocuo.

Come Eccher anche Vittoria Agostini (Upt) ha messo in guardia dalle cosiddette medicine alternative a quella ufficiale, che illudono le persone. Un approccio di tipo olistico alla persona è importante e dev’essere presente anche nel rapporto di comunicazione medico-paziente per non alimentare una fuga verso pratiche alternative. E ha aggiunto: “Naturale non significa affatto innocuo: si possono utilizzare integratori che rischiano di danneggiare anche gravemente la salute della persona. Come quando per curare i tumori si assumono proteine al posto della chemioterapia”. “La medicina naturale è invece importantissima nella prevenzione”. Si tratta di evitare che molti pazienti finiscano nelle mani di stregoni.

 

Filippin e Firmani: normativa inutile.

Per Giuseppe Filippin (Gruppo misto) “non si può normare tutto. E questa norma non serve a nulla”. Spesso chi non ha più speranza di vita si rivolge alle discipline bionaturali. Per questo dovrebbero essere chiaramente distinte dalle cure sanitarie. Filippin ha criticato in particolare il “Tavolo provinciale” del settore, che a suo avviso “non significa nulla”. Si alimenta solo negli individui l’illusione che in queste discipline c’è la risposta alle loro angosce. Perplesso anche Bruno Firmani (Idv): “Facciamo pure un tentativo di regolamentare questo settore, ma non sono troppo ottimista”.

 

Le repliche.

 

L’elenco degli operatori del benessere non è un albo.

Casna (Gruppo misto) ha precisato che queste norme mirano a far uscire dal buio chi lavora per il benessere delle persone, difendendo la clientela. L’importante è separare questi operatori dai venditori di fumo. Come? Valorizzando chi già svolge da almeno 5 anni quest’attività. Con il Tavolo formato da questi operatori la Giunta dovrà definire gli standard minimi di qualità e proporre un elenco di soggetti affidabili. Fermo restando che l’elenco non è un albo, di competenza dello Stato. “Questa, è vero, non è una grande legge, però è un buon inizio”.

 

Nell’epoca del corpo, recuperare l’interiorità.

Morandini ha ribadito che questo disegno di legge nasce dalla preoccupazione di tutelare gli utenti dagli apprendisti stregoni interessati a illudere solo al portafoglio delle persone. Giusto evitare confusioni con le cure mediche, ma è un fatto che si sta facendo strada nella società una cultura delle pratiche volte al benessere globale e anche interiore della persona, troppo spesso ignorato dalla sanità ufficiale. Si cura il corpo dimenticando le energie spirituali che se ben considerate dalle discipline bionaturali possono bilanciare quelle fisiche, ad esempio a favore della riabilitazione successiva alle terapie mediche. Del resto, leggi in questo settore sono già state introdotte in Toscana e in Lombardia. In Trentino vi sono persone che prima di impegnarsi in queste attività hanno frequentato scuole ed è giusto quindi riconoscerne il lavoro, importante anche nel mondo del turismo e in particolare per gli alberghi qualificati nel campo del wellness.

 

Ordine del giorno: Tavolo entro 6 mesi.

Via libera con 5 voti di astensione all’ordine del giorno di Bombarda (Verdi, assente) del quale si è reso portavoce Morandini (PdL), Il dispositivo impegna la Giunta a costituire “entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Tavolo provinciale delle discipline bionaturali, e a verificare con la Camera di commercio la fattibilità di elenchi ricognitivi degli operatori singoli o associati che svolgono attività nelle diverse discipline bionaturali, avviando conseguentemente, in caso di esito positivo, le procedure istitutive necessarie”.

 

Il Consiglio ha quindi esaminato e approvato sia i 5 articoli del provvedimento che il pacchetto di emendamenti concordati dopo il ritiro di alcuni presentati da Savoi (Lega).

 

Antonio Girardi

http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/articoli/art_documento_campi.it.asp?pagetype=camp&app=art&carica_var_session=1&suffix=_campi&type=testo&blank=Y&ar_id=265725&ZID=765040

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