Naturopatia, fitoterapia e omeopatia : quali sono le differenze?

Molte volte si usano termini troppo generici per parlare della medicina alternativa. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono la naturopatia, la fitoterapia e l’omeopatia.

La nostra naturopata di riferimento Elisa Pampolini risponde con piacere con questo post, in risposta ad una lettrice che chiede delucidazioni sulla differenza tra i termini.
La Naturopatia

La naturopatia è l’insieme delle pratiche di medicina naturale, che hanno lo scopo di mantenere o ristabilire l’equilibrio della persona. Non si sostituiscono ma integrano la medicina allopatica, ritenuta indispensabile in caso di emergenza.

In parole povere, in caso di incidente stradale, attacco cardiaco o in ogni situazione in cui si renda necessario un intervento d’emergenza, è fondamentale (e aggiungerei esclusiva) la medicina allopatica.

La naturopatia si rivela invece essenzialmente preventiva, cioè insegna uno stile di vita orientato a mantenere integro l’organismo il più a lungo possibile, riducendo il ricorso ai farmaci di sintesi. In caso di problemi cronici, la naturopatia può inoltre affiancare la medicina allopatica, in quanto lo stile di vita sano può influire positivamente sulla modulazione dei sintomi.

Differenze tra l’approccio naturopatico e quello allopatico?

Consiste fondamentalmente nell’aspetto sul quale si focalizzano:
la naturopatia osserva la persona nel suo insieme (cioè corpo, mente ed energia, in quella che viene definita “dimensione olistica”) mentre la medicina allopatica concentra sempre più l’attenzione sul singolo sintomo (per cui esistono vari specialisti, dal gastroenterologo, al cardiologo, all’ortopedico, ecc.)

Della naturopatia, come accennato sopra, fanno parte varie pratiche: dall’alimentazione naturale a varie forme di digitopressione (come la reflessologia plantare e lo shiatzu), dalle terapie energetiche (cromoterapia, cristalloterapia, reiki, kinesiologia, floriterapia e molte altre) ai massaggi (ayurvedico, thailandese, psicosomatico, ecc.), dalle pratiche di igienismo naturale (idroterapie, saune, infrarossi, ecc.) alla fitoterapia e omeopatia indicate dalla nostra lettrice.

Specifico quindi la differenza tra le ultime due, rendendomi comunque disponibile a parlare anche di altre qualora i lettori fossero interessati.

La Fitoterapia

Nella fitoterapia si utilizza il principio attivo di una pianta, cioè la particolare molecola con proprietà medicamentose  che può trovarsi in maggiore concentrazione nella radice, nella corteccia, nella foglia, nel fiore o nel frutto.

In questo caso si suppone che maggiore è la concentrazione del principio attivo, maggiore è anche l’efficacia terapeutica. In questo la fitoterapia si avvicina concettualmente alla medicina allopatica, i cui farmaci d’altronde hanno storicamente preso origine proprio dai rimedi erboristici.

L’Omeopatia

 
L’omeopatia parte invece dal concetto “il simile cura il simile”, per cui chi soffre d’insonnia verrà trattato con Coffea cruda, la caffeina; chi ha edemi e dolori articolari utilizzerà Apis, cioè estratto di veleno d’ape che provoca proprio sintomi analoghi.

Il tutto in dosi infinitesimali, estremamente diluite. E maggiore è la diluizione, più il rimedio agisce in maniera profonda e incisiva, per effetto delle successive dinamizzazioni (scuotimenti a cui è sottoposto il preparato).

In pratica il prodotto finale da somministrare contiene solamente l’energia del prodotto di partenza, che può essere di origine vegetale ma anche animale o minerale. Altra caratteristica dell’omeopatia è di inquadrare ogni rimedio da un punto di vista psicosomatico: un certo rimedio omeopatico, cioè, rappresenta e tratta non solo un sintomo fisico ma una certa personalità che a quel sintomo corrisponde.

http://www.curarsialnaturale.it/naturopatia-fitoterapia-e-omeopatia-quali-sono-le-differenze-6990.html

 

FIRMA ANCHE TU PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI E PER IL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA DEL NATURAPATIA IN ITALIA

http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it

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Le discipline bio-naturali entrano nello sport ! Nasce il tennis olistico

“Finalmente stiamo iniziando a far breccia nel mondo dello sport”. Parole colme di soddisfazione pronunciate da Amanda Gesualdi, responsabile della Training Team e di Tennis Olistico, il progetto che abbina tennis e discipline Bio-Naturali. Per anni l’insegnante milanese e il suo staff, al lavoro sui campi del Tennis Rozzano, sono stati gli unici pionieri di questa metodologia d’insegnamento, che ora sta finalmente iniziando a prendere piede anche in altre realtà. A dimostrarlo l’invito ricevuto dalla Gesualdi a intervenire come relatrice a ‘L’Anima dello Sport’, un evento andato in scena lo scorso week-end al Centro Culturale Shaolin, in zona Maciacchini, a Milano. L’occasione ideale per raccontare studi e tecniche affinate da anni e anni di lavoro, sul campo da tennis e fuori, tanto da rappresentare la base dell’insegnamento dello staff rozzanese. “È la prima volta – spiega la Gesualdi – che terapisti delle discipline Bio-Naturali in vari sport, tra i quali equitazione, apnea, marcia e danza, si ritrovano per discutere di questi argomenti, e siamo fieri di essere stati coinvolti nel progetto. Siamo gli unici ad abbinarle al tennis, ma speriamo che presto qualcuno segua il nostro esempio. Il progetto è solo all’inizio, ma abbiamo riscontrato grande interesse e tanta voglia di crescere”. L’obiettivo delle discipline Bio-Naturali è quello di mettere a disposizione dell’atleta svariati strumenti per aiutarlo a migliorare la propria performance, e attingere da tutte le proprie risorse psichiche. “Per farlo – prosegue – discipline come coaching, alimentazione consapevole, kinesiologia, meditazione, floriterapia, reiki aiutano a stimolare l’emisfero destro del cervello umano, quello che si occupa dell’inconscio”.Le discipline Bio-Naturali hanno la finalità di favorire la piena e consapevole assunzione di responsabilità di ciascun individuo in relazione al proprio stile di vita, e hanno come scopo uno stato globale di benessere, fondamentale per il raggiungimento di un risultato. La meta non deve essere vincere, ma “star bene”, e la vittoria sarà la normale conseguenza di un buon lavoro e di uno stato di benessere profondo. “Ormai nel tennis la tecnica conta fino a un certo punto, ciò che fa la differenza è l’unione di tecnica e strategia, e quindi torna nuovamente in gioco la mente”. Per questo al Tennis Rozzano la tecnica non viene mai imposta, e viene anzi lasciato a ogni atleta un fondamentale spazio di interpretazione. “Ogni giocatore – sottolinea Amanda – è diverso, quindi è più importante che ognuno impari il movimento nel modo più fluido possibile, con grande scioltezza. L’imposizione crea rigidità, e questa aumenta la quantità di infortuni. Da noi questo tasso è bassissimo, e non è affatto un caso”.

 

http://www.tennisworlditalia.com/CONVENTION-A-MILANO-GESUALDI-IN-CATTEDRA-articolo23773.html

 

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