Umbria : approvata la proposta di legge n. 1497/BIS sulla valorizzazione e promozione delle discipline bio-naturali

Siamo lieti di notare che molte delle linee guida esposte nel nostro testo da anni http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/legge/Introduzione sono parte integrante della proposta di legge appena approvata … invitiamo il lettore al confronto …

A quando una legge nazionale ? FIRMATE subito :http://www.unaleggeperledisciplinebionaturali.it/index.php#firmasubito !!!!

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Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) esprime soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della legge sul benessere e cure alternative. Per Dottorini l’Umbria è “all’avanguardia in un settore che fa del rispetto dell’ambiente e dell’educazione a stili di vita salubri i propri cardini. Con questa norma tuteliamo la qualità delle prestazioni in campo olistico”. “L’approvazione all’unanimità della nostra proposta di legge sulla valorizzazione e promozione delle discipline bio-naturali è un’ottima notizia per un settore che da anni aspettava un riconoscimento della propria funzione sociale, di promozione del benessere e di prevenzione”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, promotore della legge sulle discipline bionaturali, esprime la propria “soddisfazione” per l’approvazione all’unanimità della proposta di legge n. 1497/BIS che ha ad oggetto le “Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali”. Dottorini, spiega poi che “in tanti in questi anni hanno sperimentato gli effetti positivi di un approccio globale alla salute, anche attraverso pratiche che devono intendersi come complementari rispetto a quelle mediche. Oggi si avvia un percorso che consentirà di tutelare la qualità delle prestazioni e le professionalità degli operatori, garantendo agli utenti la possibilità di orientarsi in una giungla di proposte non sempre adeguate. In questo modo – sottolinea il promotore della legge – l’Umbria si pone all’avanguardia in un settore che fa del rispetto dell’ambiente e dell’educazione a stili di vita salubri i propri cardini”. “Quando si parla di discipline del benessere – spiega Dottorini che nella nota fa riferimento al proprio ruolo di presidente dell’associazione ‘Umbria migliore’ – si fa riferimento a una grande eterogeneità di proposte che condividono il cosiddetto approccio olistico alla persona che si esplica nel considerare fondamentale l’equilibrio fra le componenti somatiche, mentali e spirituali dell’individuo con quelle fisiche. Queste pratiche ritengono strettamente legati tali aspetti al fine non solo di prevenire stati patologici, ma anche di ripristinare migliori condizioni di salute e rimuovere stati di disagio, producendo benefici sul piano dell’ottimizzazione delle risorse personali e sociali e ponendo al centro l’unicità e la globalità della persona. In questi anni il settore è stato oggetto di grandi fraintendimenti e anche gli utenti non sempre sono stati messi nelle condizioni di comprendere la differenza tra chi opera in maniera seria e competente dai finti-guru o dagli pseudo-terapeuti che riempiono le cronache dei nostri programmi di intrattenimento. La nostra legge, oltre a tutelare la qualità delle prestazioni e la professionalità degli operatori, si pone proprio l’obiettivo di introdurre nella legislazione regionale strumenti che puntano a orientare i potenziali utenti delle discipline bio-naturali e del benessere, consentendo loro di distinguere chiaramente il campo delle discipline riconosciute ufficialmente da quello dei guaritori o della magia in senso lato”. “La legge – prosegue Dottorini – dà il giusto riconoscimento a coloro che offrono formazione nel settore attraverso l’istituzione di un elenco regionale che possa garantire gli standard adeguati di insegnamento. Abbiamo previsto che queste regole siano individuate da un comitato tecnico composto, fra gli altri, da rappresentanti delle associazioni dei consumatori, da dirigenti regionali in materia di welfare e formazione professionale e che svolgerà anche una funzione di coordinamento fra gli operatori nelle discipline bio-naturali. Inoltre il nostro testo riprendendo la ratio che ha ispirato il legislatore nazionale nella recente normativa sulle professioni non organizzate, impone alla Regione di promuovere la costituzione di ‘reti del benessere’ attraverso le quali gli stessi operatori possono dotarsi di un marchio di qualità che garantisca all’utente standard qualitativi e regole comportamentali certe”.

http://www.agenparl.com/?p=111820

TESTO DELLA LEGGE scaricalo qui :  legge 1497 BIS

 

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ATTO N . 1497

PROPOSTA DI LEGGE

di iniziativa

del Consigliere DOTTORINI

“DISCIPLINE DEL BENESSERE E BIO – NATURALI”

Depositato alla Sezione Flussi Documentali, Archivi e Privacy il 1810312014

 

Trasmesso alla III Commissione Consiliare Permanente il 1910312014

 

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Proposta di legge

“Discipline del benessere e bio-naturali”

Relazione

 

Premessa: la diffusione delle pratiche finalizzate al benessere

 

Nell’ultimo decennio si sono affermate e diffuse nella realtà sociale, sia umbra che nazionale, numerose pratiche finalizzate al benessere, alla difesa e al ripristino delle migliori condizioni di salute, alla rimozione degli stati di disagio, alla prevenzione di stati patologici, più in generale al raggiungimento di una migliore qualità della vita.

Tali pratiche, pur avendo ciascuna riferimenti culturali, dinamiche e tecniche di intervento diversi, condividono alcuni principi fondamentali, tra i quali merita particolare evidenza il cosiddetto approccio olistico alla persona: esse, cioè, considerano l’essere umano come una unità indivisibile di componenti somatiche, mentali e spirituali e ritengono che soltanto dallo stato di equilibrio tra questi aspetti strettamente legati tra di loro, e non dalla semplice assenza di sintomi fisici, che derivano la vera salute e il benessere dell’uomo.

 

Alcune di queste discipline si sono già affermate nel sociale e sul mercato in forza di un’efficacia ormai innegabile, convalidata da una letteratura anche autorevole; esse sono utilizzate abitualmente da decine di migliaia di persone e, quando esercitate da operatori preparati e coscienziosi, hanno dimostrato notevoli capacità di incrementare il benessere e di migliorare la qualità di vita di quanti hanno deciso di sperimentarle; si sono inoltre dimostrate in grado di produrre consistenti benefici anche sul piano dell’ottimizzazione delle risorse sociali, consentendo un risparmio nella spesa sanitaria.

 

 

 

Necessità e opportunità di u na regolamentazione

 

Riteniamo che un legislatore attento non possa esimersi dal prendere atto di questa ormai importante realtà e non possa sottrarsi alla responsabilità di ricondurle in un quadro normativo che, tenuto conto che si tratta di andare a legiferare su un settore del tutto nuovo (anche dal punto di vista delle figure professionali) – a cui non sempre si può o si deve guardare con un’ottica tradizionale -. da una parte riconosca le peculiarità originali e la dignità a tali pratiche, dall’altra preveda strumenti e procedure per assicurare  un corretto e professionale  esercizio di tali attività, anche al fine di una

 

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doverosa tutela di un’utenza sempre più crescente: tenendo ben fermo che tali pratiche non hanno nulla a che vedere con i servizi erogati dal sistema sanitario regionale, così come oggi è concepito e strutturato, in quanto attengono ad universi culturali, si informano a principi generali e generano pratiche operative che si collocano su un terreno ben distinto dalle cure mediche propriamente dette e riconosciute.

 

 

Perché Discipline hio-naturali

 

Dalla considerazione del comune riferimento alla vita e alla natura  (da cui i termini di “biologico” e di “naturale”), e della dichiarata intenzione di non potere né volere collocarsi in un ambito di cura specifico di patologie – né convenzionale né non convenzionale – è scaturita l’intuizione di adottare, per queste attività, il termine tipico delle pratiche educativo-evolutive, cioè discipline. Da cui la definizione di Discipline bio-naturali .

 

 

Linee d’intervento della  proposta  di legf:e

 

Per coordinare e rendere assolutamente trasparente e professionale il “riconoscimento” e l’esercizio delle discipline del benessere e bio-naturali, la proposta di legge prevede alcuni essenziali passaggi:

 

  • la definizione delle discipline del benessere e bio-natu rali, in cui viene ribadita l’assoluta estraneità di tali pratiche alle attività di cura propriamente dette esercitate dal personale sanitario, e della figura dell’operatore in discipline del benessere e bio-naturali  (art. 2)

 

Esistono altri modelli culturali che propongono un diverso approccio al benessere e al disagio della persona, fornendone una interpretazione che mette in primo piano la dimensione educativo-evolutiva. Pur nella diversità dei fondamenti e la molteplicità degli approcci, si può identificare un comune denominatore che permette di creare un universo omogeneo per alcune discipline (diffuse da sempre sia in oriente che in occidente) che pongono al centro l’unicità e la globalità della persona, il dinamismo vitale dell’organismo e la tradizionale fiducia nei metodi naturali la finalizzazione a migliorare il livello qualitativo della vita. Questo approccio concepisce e propone la via al benessere come un processo educativo-evolutivo all’interno del quale la persona e/o le persone coinvolte riscoprono e valorizzano le naturali energie vitali.

 

  • la predisposizione di adeguati percorsi formativi, preliminari al rilascio dell’attestazione professionale (art. 3)

 

Definito il campo delle discipline bio-naturali , si tratta di strutturare un percorso formativo e un livello di abilitazione comune alle varie discipline che si sono affermate

 

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nel sociale, per evitare (per quanto possibile) la frammentazione nelle mille diverse formulazioni come si sono sedimentate fina ad oggi, in parte per le diverse esigenze di ogni «settore» e in parte per le diverse idee ed esperienze delle varie scuole.

 

 

 

  • l’istituzione di un Comitato altamente rappresentativo con compiti di consulenza e supporto alla Giunta nella sua opera di governo del settore (art. 4);

 

  • l’istituzione di un Elenco regionale delle discipline del benessere e bio­ naturali, articolato in Sezioni relative alle Scuole diformazione e agli operatori (art. 5).

 

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Proposta di legge

“Discipline del benessere e bio-naturali”

 

 

 

Art. I (Finalità)

 

  1. La Regione Umbria, nell’ambito delle attività di promozione e conservazione della salute, del benessere e della migliore qualità della vita, e allo scopo di assicurare ai cittadini, che intendono accedere a pratiche finalizzate al raggiungimento del benessere un esercizio corretto e professionale delle stesse, individua con la presente legge le attività, di seguito denominate discipline del benessere e bio-naturali.

 

Art. 2 (Definizioni)

 

  1. Ai fini della presente legge si intende:
  1. per discipline del benessere e bio-naturali: le pratiche e le tecniche naturali, energetiche, psicosomatiche, artistiche e culturali esercitate per favorire il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona. Tali discipline non si prefiggono la cura di specifiche patologie, non sono riconducibili alle attività di cura e riabilitazione fisica e psichica della popolazione erogate dal servizio sanitario, né alle attività connesse a qualunque prescrizione di dieta, né alle attività di estetica, di tatuaggio e piercing; le discipline del benessere e bio­ naturali, nella loro diversità ed eterogeneità, sono fondate su alcuni principi-guida, in particolare sui seguenti:
    • approccio globale alla persona e alla sua condizione;
    • avere come scopo il miglioramento della qualità della vita, conseguibile anche mediante la stimolazione delle risorse vitali della persona;
    • importanza dell’educazione a stili di vita salubri e rispettosi dell’ambiente;
    • non interferenza nel rapporto tra medici e pazienti e astensione dal ricorso all’uso di farmaci di qualsiasi tipo, in quanto estranei alla competenza degli operatori in discipline del benessere e bio-naturali;
  2. per operatore in discipline del benessere e bio-naturali: la figura che, in possesso di adeguata formazione, opera per favorire la piena e consapevole assunzione di responsabilità di ciascun individuo in relazione al proprio stile di vita, e per stimolare le risorse vitali della persona, intesa come entità globale e L’operatore in discipline del benessere e bio-naturali non prescrive farmaci, educa a stili di vita salubri, ad abitudini alimentari sane ed alla maggiore consapevolezza dei propri comportamenti.

 

Art. 3

(Formazione)

 

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  1. All’esercizio delle discipline del benessere e bio-naturali si accede mediante un percorso di formazione, di durata almeno triennale, predisposto nell’ambito della legge regionale 10.1981, n. 69 (Norme sul sistema formativo regionale), degli atti attuativi della stessa e di quanto disposto dall’articolo 4.

 

Art. 4

(Comitato regionale per le discipline del benessere e bio-naturali)

 

I . È istituito presso la direzione regionale “Sanità e Servizi sociali”, di concerto con la direzione regionale “Sviluppo economico e attività produttive, Istruzione, Formazione e Lavoro” della Regione Umbria, il Comitato regionale per le discipline del benessere e bio-naturali, di seguito denominato Comitato. Il Comitato è organismo di consulenza della Giunta regionale.

  1. Il Comitato è nominato, con decreto del Presidente della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale alla tutela della salute, di concerto con l’Assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro e con l’Assessore alla promozione dello sviluppo economico, delle attività produttive e dell’artigianato ed è composto da:
  2. il direttore della direzione regionale “Sanità e Servizi sociali”, o suo delegato;
  3. il direttore della direzione regionale ” Sviluppo economico e attività produttive, Istruzione, Formazione e Lavoro “, o suo delegato;
  4. due rappresentanti nominati dagli organismi regionali delle associazioni dei consumatori maggiormente  rappresentative;
  5. due rappresentanti nominati dagli organismi regionali maggiormente rappresentativi degli artigiani;
  6. tre esperti nelle discipline del benessere e bio-naturali;
  7. tre esperti designati di comune accordo dalle associazioni e scuole operanti nel settore, maggiormente rappresentative, a livello nazionale e
  8. Nella prima applicazione della presente legge, e non oltre centottanta giorni dall’entrata in vigore della stessa, la Giunta regionale nomina il Comitato nella composizione di cui al comma 2, lettere a), b), c), d) ed e).
  9. Il Comitato di cui al comma 3, entro centottanta giorni dal suo insediamento, propone all’approvazione della Giunta regionale:
  10. la definizione, ai fini dei successivi adempimenti, dei contenuti delle discipline del benessere e bio-naturali e, per ciascuna, del relativo percorso formativo;
  11. l’elenco delle scuole a livello nazionale e regionale operanti nel settore;
  12. i requisiti di qualità di ciascuna disciplina;
  13. i criteri di organizzazione dell’elenco regionale delle discipline del benessere e bio­ naturali, di cui all’articolo 5, e le modalità di iscrizione alle relative sezioni di cui all’articolo
  14. La Giunta regionale, sulla base delle proposte del Comitato istituito ai sensi del comma 3, presenta al Consiglio regionale una proposta di deliberazione con i contenuti di cui al comma 4, lettere a), b), c), d).
  15. Il Comitato, integrato con gli esperti di cui al comma 2, lettera f), propone alla Giunta regionale la  valutazione  di  nuovi  inserimenti  tra  le  discipline  del  benessere  e  bio-

 

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naturali già definite, esercita il monitoraggio sulle attività del settore e tutte le altre funzioni assegnate dalla Giunta regionale nell’ambito delle proprie competenze.

  1. La Giunta regionale disciplina le modalità di funzionamento del Comitato senza ulteriori oneri a carico del bilancio

 

Art. 5

(Elenco regionale delle discipline del benessere e bio-naturali)

 

  1. Entro sessanta giorni dall’approvazione della deliberazione del Consiglio regionale di cui all’articolo 4, comma 5, è istituito l’elenco regionale delle discipline del benessere e bio-naturali. L’elenco è tenuto presso la Giunta regionale e si articola nelle seguenti sez1orn:
  2. sezione delle scuole di formazione maggiormente rappresentative  a livello nazionale e regionale per operatori nelle discipline del benessere e bio-naturali;
  3. sezione degli operatori nelle discipline del benessere e bio-naturali; la sezione è

suddivisa in sottosezioni relative a ogni specializzazione.

  1. Per l’iscrizione nella sezione delle scuole di cui al comma 1, lettera a), le scuole devono dimostrare di aver svolto attività documentabile ed iniziative di formazione da almeno tre
  2. Alla sezione di cui al comma 1, lettera b), sono iscritti gli operatori in possesso dell’attestato di
  3. In fase di prima applicazione della presente legge e comunque per tre anni dalla data della sua entrata in vigore, alla sezione di cui al comma 1, lettera b), dell’elenco regionale, possono essere iscritti gli operatori che autocertifichino alla Giunta regionale adeguata preparazione e dimostrino di aver svolto attività da almeno due anni sulla base di una formazione

 

Art. 6

(Rete del benessere)

 

  1. La Regione Umbria, allo scopo di incrementare il benessere dei cittadini e di assicurare loro uno standard di qualità delle attività esercitate per la ricerca ed il mantenimento del benessere, promuove l’istituzione della Rete del benessere intesa come l’insieme delle discipline del benessere e bio-naturali.
  2. Fanno parte della Rete del benessere gli operatori iscritti nell’elenco di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b).

 

 

Olivier Bruno Dottorini

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Cancro e medicine complementari : Il 50% dei pazienti vi ricorre per combattere gli effetti collaterali

Cancro e medicine complementari. Laffranchi (Ist. Tumori): “Il 50% dei pazienti vi ricorre per combattere gli effetti collaterali”

Ma la ricerca di un medico “adiuvante” è sempre problematica. Pochissime strutture sanitarie dispongono, infatti, di ambulatori per le medicine complementari. Fanno scuola Lombardia, Toscana, Alto Adige. Se ne è discusso nei giorni scorsi al convegno sui “percorsi d’acqua” organizzato dal polo fieristico di Erba. Un convegno a Milano.

17 NOV – I dati sono significativi. Almeno a senitire le statistiche di MeTeCo, il comitato per le medicine complementari in oncologia nato all’interno dell’Istituto tumori di Milano. Un paziente oncologico su due farebbe infatti ricorso alla medicina “non ufficiale” per combattere soprattutto i sintomi delle malattia. Ma la ricerca di un medico “adiuvante” è sempre problematica e spesso capita che l’operatore non sia sufficientemente preparato a trattare malati in cura oncologica. Pochissimi ospedali o strutture sanitarie dispongono, infatti, di ambulatori per le medicine complementari. Fanno scuola Lombardia, Toscana, Alto Adige dove a pagamento o con ticket si possono avere trattamenti di fitoterapia, agopuntura, shiatsu o applicazioni di onde elettromagnetiche. La presenza di un ambulatorio pubblico di medicine complementari in collegamento con i grandi centri di cura potrebbe garantire una migliore attenzione ai malati, agli effetti iatrogeni e valutare meglio le risposte della medicina complementare.

E’ quanto si è discusso nei giorni scorsi al convegno sui “percorsi d’acqua” organizzato dal polo fieristico di Erba, in collaborazione con la regione Lombardia e l’Istituto dei tumori di Milano che, attraverso l’attività del Comitato per le medicine comportamentali in oncologia (Me.Te.C.O), sostiene la diffusione di procedure “integrate” che possono risolvere gli effetti collaterali della cura convenzionale, ma anche migliorare l’efficacia dei farmaci chemioterapici o della radioterapia.

CONTINUA SU http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=24399
– See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/cancro-e-medicine-complementari-il#sthash.C1uw57vj.dpuf

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