100 FRASI CHE TI CAMBIANO LA VITA PER I VOSTRI AUGURI DI BUON ANNO 2016

100 frasi che ti cambiano la vita

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Naturopatia per quattro italiani su dieci ma occhio ai ciarlatani

La persona intesa come una entità globale (corpo, mente ed emozioni) e l’obiettivo di stimolare la forza vitale grazie alla spontanea capacità di autoregolazione dell’organismo. Senza l’uso di farmaci, ma con l’aiuto di integratori naturali e una dieta “ad hoc”. È la filosofia della naturopatia: «In Italia si stima che almeno quattro persone su dieci abbiano usato nella loro vita rimedi naturopatici, bastano i diffusi fiori di Bach. Mentre molte di meno si rivolgono costantemente a un naturopata per i loro disturbi», spiega Salvo Di Grazia, medico e divulgatore scientifico anti-bufale con il blog “MedBunker”.

«La figura del naturopata in Italia, non avendo nessuna regolamentazione, è purtroppo generica e favorisce il fiorire di veri e propri ciarlatani, la maggioranza – aggiunge Di Grazia – accanto a quelli, pochissimi, che si inseriscono in un ottica di “aiuto” non medico e non farmacologico a persone con problemi vari di salute».

Le storie di ciarlatani che vendono cure miracolose finiscono con cadenza regolare sui quotidiani con titoli che illustrano perfettamente il “corto circuito” generato dalla mancanza di regole sulla naturopatia: “Curava il cancro con fiori e sciroppi, naturopa se la cava con tre mesi” o “Depressioni e pazienti schizofrenici curati con i fiori” solo per citare i casi più recenti.

L’unica nazione europea che ha regolamentato questo campo è la Germania «dove esiste la figura dell’“Heilpraktiker”, una persona (non per forza un medico) – osserva Di Grazia, autore del libro “Salute e bugie, come difendersi da farmaci inutili, cure fasulle e ciarlatani” (Chiarelettere) – che offre trattamenti di supporto alla medicina».

Negli altri Stati, Italia compresa, «chiunque può definirsi naturopata e offrire trattamenti che non hanno nessuna base scientifica. Alcuni di questi, come l’iridologia (diagnosi delle malattie dallo studio dell’iride, la parte colorata dell’occhio), la cromoterapia (cura delle malattie tramite i colori), l’aromaterapia (cura tramite gli aromi), i fiori di Bach (cura con gocce omeopatiche derivate da piante) e altre, sono più comuni e quindi si trovano corsi (privati, senza nessun riconoscimento scientifico né accademico) che rilasciano diplomi senza valore», prosegue.

Ma come risponde a queste accuse chi la naturopatia la pratica, la insegna in corsi di formazione e cerca di difenderla dalle truffe? «Il profilo del naturopata non è inquadrato all’interno delle professioni sanitarie e non ha un albo – risponde Rudy Lanza, presidente della Federazione nazionale naturopati professionisti – Quindi è difficile fare una stima di quanti praticano la naturopatia, possiamo forse azzardare e dire che sono circa diecimila operatori. Ma come spesso accade, c’è chi abusa di questa disciplina e offre cose che non c’entrano nulla come guarigioni impossibili o cure miracolose».

La Federazione nazionale naturopati professionisti non è l’unica federazione che opera in Italia. Ce ne sono diverse, come sono tante le scuole private che offrono corsi a pagamento. Una giungla che non aiuta chi vorrebbe avvicinarsi alla naturopatia con la garanzia di non finire nelle mani sbagliate. «La naturopatia non esiste», è il severo giudizio di Guido Morina, presidente dell’Università popolare di scienze della Salute, psicologiche e sociali, che propone diplomi triennali anche in naturopatia.

«Offriamo un corso per diventare consulente del benessere – spiega – che offre conoscenze e competenze di base in materia di counseling psicobiologico e naturopatia scientifica di alto livello. Poi ci sono alcune migliaia di scuole che lavorano sul filo del rasoio, con pratiche di fantasia e medicine etniche. Diplomifici con nessun valore dove magari si insegna al ragazzo a parlare con gli angeli».

«Molte persone pensano che il naturopata abbia una base di studi o dei riferimenti medici, altri ancora pensano che ci siano effetti dimostrati, in realtà si tratta di semplici mezzi di guadagno senza – precisa Di Grazia – Il problema sorge quando queste persone si prendono la responsabilità di curare malattie consigliando di non rivolgersi ai medici o compiono atti medici per i quali sono previsti i titoli adeguati. La naturopatia non è da confondere con la fitoterapia (pratica medica che si basa sull’uso di piante e vegetali), che può essere praticata solo da medici e che ha buone basi scientifiche».

Non ci sono dati che certificano il giro d’affari della naturopatia. Negli Usa è facile imbattersi in vere star mediatiche in questo campo, che sfornano libri, dvd e conferenze. «Negli altri Stati non è facile capire il giro d’affari collegato e molto è il “nero” – suggerisce Di Grazia – non avendo nessuna regolamentazione sono tanti quelli che si improvvisano terapeuti».

All’orizzonte non sembra esserci nessun intervento legislativo per mettere ordine in questa giungla e anche chi si improvvisa guaritore non corre grossi rischi. «Dal punto di vista legale il naturopata rischia poco, in genere usano trattamenti completamente inefficaci

e quindi non danneggiano direttamente un paziente – conclude – Se un medico sbaglia viene denunciato, se un naturopata prescrive l’aglio durante le cure normali, non sta facendo nulla di pericoloso. E se venisse denunciato da un paziente deluso al massimo si configurerebbe un reato di truffa».

http://iltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2015/11/29/news/naturopatia-per-quattro-italiania-su-dieci-ma-occhio-ai-ciarlatani-1.12531275

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